Vitantonio Palmisano

 (Vitantonio Palmisano)

Storico

SCRIVE

la monografia di un pittore

~ Che pensieri si agitano nell'animo un pittore di origine lucana, che scopre le tradizioni dell'arte lombarda, si innamora dei colori di Melegnano e di Milano, si emoziona osser­vando i vicoli di Parigi e decide di 'dedicarsi alla pittura en plein air sui ponti che scavalcano la Senna? E' questo 1'interrogativo, fondamentale nella sua semplicità, che ha gui­dato la scrittura della mono­grafia su .Giuseppe Faraone, pittore nato a Picerno, trapiantato a San Donato Milanese e adottato dalla comunità artistica di Melegnano, curata e pubblicata di recente da Vitantonio Palmisano. In copertina è riprodotto un olio su tavola di Faraone che ritrae il boulevard Garibaldi. Un'immagine densa, che riverbera colori sullo sfondo arancione, ed introduce ad un centinaio di pagine fitte di informazioni. Per raccontare la vita e 1'opera di Giuseppe Faraone, 1'autore ha scelto diversi punti di vista. Ha descritto le sue caratteristiche di uomo, ha raccontato 1'origine di una vocazione pittorica, ha individuato le fonti di ispirazione, i limiti, le intuizioni. Poi si è affidato a ciò che era già stato scritto e detto di Faraone. Perciò 1'indice del volume vede seguire, si cenni biografici e sulla formazione artistica, un capitolo dedicato alla recensioni, una rassegna delle pubblicazioni su cataloghi, riviste e giornali, un elenco dei concorsi, delle mostre e delle esposizioni cui Fa­raone ha partecipato, indica­zioni sulle firme, persino una bibliografia accurata che tiene conto di volumi, recensioni e citazioni in riviste più o meno specifiche. Come dire che il racconto che Palmisano fa di questo autore in qualche modo "melegnanese" non è che un punto di partenza e ci sono materiali consistenti 'da consultare per chiunque voglia tracciare innumerevoli altri racconti destinati a scoprire 1'intimità di un autore, la sua ricchezza di uomo, l'origine delle sue ispirazioni. Individuando le caratteristi­che artistiche di Faraone, Palmisano usa spesso le stesse parole. Cita il suo romanticismo, la fitte carica emoziona­le concentrata nei quadri che sembrano incantare attimi di vita dentro le tele, la spontaneità con cui produce, 1 inten­sità che gli procura dipingere con un cavalletto e una piccola tela in un angolo appartato vicino alla Senna. Intessendo la biografia del1'artista, invece, Palmisano cerca di fari capire che la sua passione per la pittura matu­ra in un ambiente ristretto Faraone ha "genitori contadini", cresce in un angolo "aspro e impervio" di Lucania, vive a "stretto contatto con un contesto rurale", frequenta 1'istitu­to d'arte, si trasferisce in Lombardia, si lascia contagiare dall'entusiasmo della ricchezza artistica del Sudmilano. Per la sua terra natale nutre una nostalgia profonda, che illumina anche i dipinti elaborati in Francia, in una fase della sua carriera in cui si rende conto che dipingere all'aria aperta, sul momento, in maniera estemporanea, lo esalta. Palmisano traccia un ritratto e lascia al lettore 1'obbligo di approfondirlo. Per farlo regala Vitantonio Palmisano. Lo scrittore di Melegnano ha pubblicato il testo intitolato "11 pittore Giuseppe Faraone dal Li Foi alla butte de Montmartre". La monografia sull'artista lucano è stata presentata il 2 aprile all'auditorium melegnanese "Cav. G. Recagni" qualche immagine a colori delle opere di Faraone. La monografia sul pittore di Picerno è la quarta dedicata ad un autore di Melegnano, che chiude un ciclo e stabilisce un perimetro in cui muoversi per scopri­re 1'arte locale (nel senso solo geografico del termine). Alcune delle pagine della monografia riferiscono brani del diario di Faraone, che non lasciano dubbi sulla ,tenacia della sua vena pittorica. Ogni tela nasce da P'ossequio ad un'ispirazione intensa, che Palmisano, "rubando" le parole al Joyce tradotto da Cesare Pavese, descrive come un costante desiderio di esprimersi, `<di ritornare a spremere dalia terra bruta e da ciò che essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima".

   I dipinti  pubblicati sono  esposti nel mio Atelier

Tutti i dipinti qui pubblicati si trovano in esposizione alla "Tana dell'Arte" via Ticino 3 a  San Donato Milanese 

Tana dell'Arte, studio pittore Giuseppe Faraone
Giuseppe Faraone, il poeta dei colori
Giuseppe Faraone

 Sono un romantico sognatore che giorno per giorno scrivo il mio romanzo fatto di sogni colorati:

I colori da soli non dicono nulla, è l'artista che li anima mescolandoli insieme al suo stato d'animo, cosi nasce la pittura che non deve essere necessariamente né gioiosa né esteticamente bella, ma solo la cronaca delle proprie emozioni. Questa è la mia la mia Arte

(Giuseppe Faraone)

The colors themselves do not mean anything it's the artist who brings to life, by mixing them with his soul. Thus the painting is created. It does not have to be perfect, but moving and full of emotions.

This is my art “ (Giuseppe Faraone)

Omaggi a  Giuseppe Faraone

A Giuseppe Faraone di Adelia Rossi

 

Cantastorie sognatore.

Racconta la vita con maestria.

Or con pennellate

intrise di buon umore,

altre pervase

da una languida malinconia

che sgorga dall'intimo del cuore.

Basta una nota intrisa di pianto,

la carezza del vento

in un campo di grano,

o un gatto che osserva poco lontano.

Coglie l’essenza di ogni cosa

anche laddove qualcuno non osa….

pure fosse l’estremo pensiero

che vagabonda per via

lui coglie l'estro di fare poesia.

 

Adelia Rossi (poetessa)

Giuseppe Faraone, Parigi

All'amico Giuseppe Faraone

Sei Giuseppe tu

o d'altro nome ti fregi?

Forse sangue di limo

scorre tra i pensieri e

nelle dita sporche di colore.

Faraone ti chiami

eppur senza schiavi nè ancelle

lontani i cieli cobalto

palazzi , bistro e corona:

dinastie sedotte dal tempo.

Ma sei qui, come allora

e scordata la gravità del Rango

dipingi con l'oro degli avi.

Da canopi ormai arsi

forgi con l'occhio

arcobaleni evanescenti

che dalle mani fai

divenir confini di luce.

Emanuela Carniti Merini

 (Poetessa figlia di Alda Merini)

Flavio Nimpo

La pittura di Giuseppe Faraone è sommesso canto d’anima, che evoca, sussurra, rimembra lungo una scia di stati interiori, impressioni, emozioni, che si fissano sulla tela con sensibilità artistica intimamente legata a talento e suggestive scelte cromatiche. Le pennellate sono specchio di uno sfogo lirico tradotto in racconto icastico e tutto rivela la potenza espressiva del colore fra sfumature, digradazioni, variazioni, capaci di intensa vis rappresentativa. Per l’artista dipingere equivale a splendido volo: la tela si traduce in etereo librarsi verso orizzonti infiniti…

Flavio Nimpo (poeta)

 

IL CANTO DELL'ANIMA 

Le pennellate di un pittore

sono guidate dal cuore

tramite la sua mano, 

che sinuosa danza e si muove

lasciando sulla tela colore, passione.

Ci puoi leggere la sua sensibilità

mescolata a tanta creatività,

ma anche tante emozioni,

ammirando ciò che poi ne vien fuori!

La tela dipinta, se ti immedesimi,

è come una canzone

o una bella poesia,

che ti prende dentro,

ti coinvolge e te ne innamori,

quando in diversi tratti di colori

la tua anima intravedi!

E' come una finestra aperta

su mari,monti e cieli blu

o praterie di fiori 

di cui quasi percepisci gli odori

e anche il vento, se pur invisibile,

emana dolci suoni e sensazioni.

I tuoi occhi si perdono sognanti

in quel volo di fantasia

immortalato con maestria!

-Rosa Di Pino maggio 2019-

Dedicata al pittore Giuseppe Faraone dalla cui mano è nato il dipinto che mi ha rapito il cuore

 

I Bambini e l'Arte

Lettere scritte a Giuseppe Faraone dagli alunni delle scuole francesi  ENTRA

 

 

 

 

 

ALUNNI CHE HANNO RIPRODOTTO I MIEI DIPINTI  ENTRA

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